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Women Will: storie di 4 donne di successo



Marzo è il mese in cui celebriamo le donne e il genere femminile, in ogni sua forma, espressione e in tutto il loro valore. Non è una festa, perché siamo consapevoli di quanto le donne abbiano lottato e debbano lottare per potersi assicurare diritti ed opportunità che dovremmo invece dare per scontate, a prescindere. In particolare, marzo ci ricorda quanto non si parli mai abbastanza di inclusività, di sostegno, di aiuto reciproco e di parità, questa parità che non può restare un’utopia.

Per questo motivo nel 2014 abbiamo lanciato Women Will, un impegno chiave di Google per contribuire a colmare il divario di genere. Da allora abbiamo ampliato il programma da due paesi ai 44 di oggi, tramite Google Partners, Google Business Groups gestiti da volontari e gli eventi di Grow with Google. Women Will è il progetto lanciato da Google in Italia nel 2020, realizzato in collaborazione con l’associazione no profit SheTech, nata con l’obiettivo di colmare il gender gap nel mondo della tecnologia, del digitale e dell’imprenditoria. Women Will intende supportare le donne nella loro crescita e carriera professionale attraverso workshop formativi sui temi di leadership, imprenditorialità e ricerca del lavoro. In Italia, da marzo 2020, quasi 900 donne hanno seguito i corsi di Women Will, grazie al supporto locale dell’associazione SheTech.

I progetti di Women Will vogliono favorire l’empowerment femminile andando ad aiutare i datori di lavoro a creare un ambiente favorevole ed equo, sostenendo le PMI e le aspiranti imprenditrici, aiutandole a far crescere la loro attività attraverso corsi di formazione utili per la realizzazione dei loro progetti imprenditoriali e professionali.

Per rappresentare alcune di queste piccole, grandi storie, abbiamo scelto quattro donne, con percorsi, passioni e ambizioni molto differenti tra loro, ma con due elementi in comune: la voglia di non arrendersi, di mettersi in gioco e di osare, e la decisione di volersi rivolgere a Women Will.

Una soluzione per un problema quotidiano: è questo che ha spinto Claudia Cervi a co-fondare studiocommercialista.com. Una storia divisa tra la passione per la musica e la continua ricerca della propria identità professionale.

Claudia ha infatti dovuto confrontarsi con diverse esperienze prima di trovare la propria strada: dopo la pratica da commercialista e un tirocinio in Inghilterra, nasce la decisione di lavorare come controller in una banca d’affari, in cui però si è dovuta interfacciare con un ambiente quasi esclusivamente maschile e, spesso, maschilista, oltre che poco meritocratico.

Grazie alla segnalazione dell'associazione SheTech, arriva la scoperta del programma Women Will e, dal workshop sulla leadership, è stata in grado di sviluppare una maggiore consapevolezza e capacità di auto-affermazione. Women Will l’ha aiutata anche nella definizione della mission, concretizzando la forma da dare al proprio business, in linea con la sua personalità e i suoi valori.

Claudia al computer su una scrivania.

L’innovazione non ha età, ed è il caso di Arianna Pozzi, 18enne all’ultimo anno del liceo scientifico con potenziamento linguistico e fondatrice di “Gaia my friend”, un’app che consiglia l’outfit in base ai propri gusti e alle emozioni del momento. La startup è nata proprio tra i banchi di scuola scuola, quando l’insegnante di marketing ha chiesto agli studenti di presentare un progetto: questo l’ha portata ad immaginare un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale in grado di consigliare l’outfit adatto ai gusti e allo stato d’animo dell’utente, grazie ad un sistema di recommendation engine.

Non capita spesso di diventare imprenditrici in seconda liceo, ma la determinazione, unita a un contesto favorevole, hanno fatto sì che un’idea nata per un progetto scolastico divenisse realtà. Arianna ha conosciuto i corsi di SheTech dopo un’esperienza di studio in Canada, esperienze entrambe determinanti per inquadrare meglio il ruolo dell’imprenditore e il significato di leadership. Proprio il workshop sulla leadership di Women Will ha aiutato Arianna a trasformare gli ostacoli quotidiani in occasioni per potersi migliorare e per essere più determinata nel prendere decisioni.

Arianna con uno smartphone nel suo negozio.

La passione per l’informatica e la chiara visione di come questa può facilitare la vita delle persone, questo ha spinto Elisa Ervas, torinese di 48 anni, ad affrontare sfide in anticipo coi tempi. Frequenta l’ITIS quando era ancora quasi utopico, seguendo poi sempre la passione per l’informatica, sfidando il tabù di disciplina relegata al mondo maschile. I modelli restano tali finché qualcuno non inizia a cambiarli.

Passata attraverso diverse esperienze lavorative e formative, ora si dedica con passione a far crescere Innovo, la società di cui è socia, attiva nella consulenza direzionale e organizzativa per il mercato sanitario, per aiutare le aziende a interpretare i dati, fornendo supporto decisionale tramite un approccio data driven e strumenti di business analytics.

Ogni percorso può presentare degli ostacoli. Qualche volta siamo noi stessi a crearli, quasi per autosabotarci e non dover affrontare la situazione nuova e difficoltosa, salvo poi renderci conto, nella maggior parte dei casi, di essere perfettamente in grado di farlo. La stessa Elisa è stata in grado di scoprirlo anche grazie al progetto Women Will, attraverso un workshop dedicato alla gestione del lavoro e dei sovraccarichi, trovando così anche un miglior equilibrio tra vita lavorativa e familiare.

Elisa che scrive su una lavagna bianca.

Ciò che invece spinge Iris Terzitta, Digital Marketing Manager ventinovenne, lungo il suo percorso di crescita, è la volontà di cavalcare il cambiamento e avere un impatto nella vita delle persone. Questo è ciò che l’ha spinta ad abbracciare la sfida della startup Viceversa, dopo esperienze in Arval BNP Paribas Group e Illimity. Ha vissuto in diverse città europee e ciò l’ha aiutata a conoscere diverse culture e a capire l’importanza del network.

Il digital marketing però rappresenta molto di più per Iris, un vero e proprio veicolo per l’innovazione, determinante nella crescita personale e professionale delle persone.

L’impegno di Iris non si ferma alla sfera professionale, collabora infatti con realtà che interpretano la tecnologia come un mezzo per attivare percorsi professionali e imprenditoriali. È membro ed Ambassador di SheTech ed è anche mentor di Techfugees (ora Sistech), un’organizzazione che aiuta i rifugiati a trovare l’indipendenza attraverso la tecnologia.

Grazie a SheTech è venuta a conoscenza del progetto Women Will, Iris aveva inoltre già seguito in passato diversi corsi formativi di Google Digital Academy, da Analytics ad Ads Display. Il webinar Leadership in Pillole di Women Will le è stato utile per acquisire una maggior consapevolezza e rafforzare le sue qualità, così come per lo sviluppo dell’empatia, dell’ascolto, della comunicazione non verbale e di un linguaggio inclusivo.

Iris su un terrazzo davanti al computer.

Il gender gap, nel settore tech e digital è ancora presente: “Lo mostrano i numeri delle ricerche di SheTech”. Gli strumenti per superare questo divario sono da ricercare, in primo luogo, “nell’ascolto, nel confronto e nello sviluppo di una leadership inclusiva”. L’unico modo per annullare le differenze di genere è “creare connessioni tra le persone, condividere la propria esperienza valorizzando le storie delle donne e trovare sempre il coraggio per esprimere la propria opinione”.

Potete leggere le storie complete di Claudia, Arianna, Elisa e Iris nelle storie di successo di Grow with Google.