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Public Policy

Come sta Internet in Europa e in Italia



Ho appena finito di leggere un documento molto interessante: si tratta dell'Annual Information Society Report del 2009 realizzato dalla Commissione Europea e pubblicato la settimana scorsa. L'obiettivo delle Istituzioni Europee è favorire la diffusione della larga banda per stimolare l'accesso ad Internet e quindi aiutare lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali. Insomma più soldi per chi produce contenuti digitali e più informazioni e servizi per gli utenti.


I dati sono incoraggianti: con 114 milioni di utenti, l'Europa è il più grande mercato al mondo per la larga banda basata su connessione fissa e più del 90% della popolazione europea ha potenzialmente accesso ad Internet veloce, anche se ancora un terzo dei cittadini europei non è mai stato online.


La situazione è molto meno positiva se si osservano questi dati con un'attenzione particolare per l'Italia.


Il nostro Paese è sotto la media di EU27 per quanto riguarda la penetrazione della larga banda (molto più indietro rispetto a Francia, Inghilterra e Germania) e, nonostante siano stati fatti molti sforzi nell'aumentare la copertura DSL in tutto il territorio nazionale, nelle zone rurali i risultati non sono in linea con i Paesi più avanzati.


La Commissione ha poi fissato un indice che misura la performance della Banda Larga (BPI) prendendo in considerazione vari fattori come la copertura di larga banda nelle zone rurali, il grado di concorrenza del mercato, la velocità media di connessione, i prezzi medi dell'offerta Internet, i servizi a valore aggiunto ed il contesto socio-economico; qui arrivano veramente le note dolenti: purtroppo l'Italia è fra gli ultimi Paesi della Comunità (con dietro solo Romania, Bulgaria, Grecia, Polonia e Cipro) con un BPI di 0,38 (quasi la metà della Francia). Andando un po' ad indagare sui fattori che causano questa situazione si scopre che questi sono la scarsa concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni, la poca propensione all'utilizzo di Internet per l'e-commerce o l'e-governement e la bassa alfabetizzazione informatica. Insomma sembra proprio che gli Italiani usino poco internet perché non sanno cosa farci: i worst performer in termini di utilizzo di Internet da parte dei propri cittadini nel 2008 sono Romania, Bulgaria, Grecia, Cipro, Italia e Portogallo.


Se non si vuole che questo ritardo diventi una arretratezza che si riflette in modo insanabile sullo sviluppo economico per il nostro Paese, credo che tra i vari importanti temi di policy che le nostre istituzioni dovranno mettere all'ordine del giorno al rientro delle vacanze dovrebbe esserci la governance dello sviluppo delle nuove tecnologie.