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Cultura e Contenuti nell’Era Digitale @BigTentRoma



La digitalizzazione è un fenomeno che cresce giorno dopo giorno e il settore creativo è certamente uno dei settori più interessati da questo processo.

Ecco perchè, con la collaborazione di FIMI, FAPAV e MindTheBridge, la settimana scorsa abbiamo raccolto più di 20 protagonisti (rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale, dell’industria creativa e digitale, artisti) che, moderati da Riccardo Luna, hanno dato vita alla prima Big Tent organizzata da Google in Italia, a cui hanno partecipato oltre 300 persone, finalizzata a rafforzare un dialogo costruttivo sul ruolo delle piattaforme digitali per l’industria della cultura.

Un momento dei lavori di Big Tent Roma

I temi al centro delle sessioni sono stati davvero moltissimi (senza contare i sideshow di Shoot 4 Change e delle startup raccolte da MindTheBridge). In attesa di pubblicare presto i video della giornata e accanto al racconto collettivo della giornata realizzato da SeeJay, abbiamo raccolto alcune “istantanee” della giornata. Giorgia Abeltino ha dato il via ai lavori con scambio di battute inaugurale con Riccardo Tozzi (Presidente, ANICA) e Roberto Guerrazzi (Presidente, UNIVIDEO) sul rapporto tra l’industria audiovisiva e il digitale, a cui è seguito l’intervento di apertura dei lavori da parte del Ministro Bray. L’innovazione, la cultura, il digitale e le sue opportunità, nonché le condizioni necessarie perchè queste siano tali e affinché nascano positive collaborazioni tra pubblico e privato sono stati i temi toccati dal Ministro.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, On. Massimo Bray

Il primo panel, dedicato alla creazione di valore attraverso le piattaforme digitali è stato caratterizzato da quattro interlocutori provenienti da mondi (e storie) diversi. Padre Antonio Spadaro (Direttore, La Civiltà Cattolica) ha catturato l’attenzione parlando di fede (e hacker), tecnologia (e teologia) e di come “la chiesa e internet erano destinati ad incontrassi da sempre, nel progetto di Dio". A Marco Polillo (Presidente, Confindustria Cultura Italia), che ha evidenziato il valore del digitale, ma anche di una gradualità nella sua transizione, ha fatto quasi da contraltare Marina Salamon (Presidente, Web for Life) che ha sottolineato la necessità di un rinnovamento senza paura, anche nel modo di fare azienda e cultura. Rodrigo Cipriani Foresio (Presidente, Istituto Luce Cinecittà) ha poi raccontato l’esperienza della sfida digitale vinta da un archivio storico come quello dell’Istituto Luce che, a un anno dalla inizio della sua partnership con YouTube, ha raggiunto (e monetizzato) 15 milioni di visualizzazioni del suo archivio video.

L’intervento più atteso è stato quello di Vint Cerf, Chief Internet Evangelist di Google e uno dei “padri di Internet”. Tra i tanti temi toccati nella sua chiacchierata, Vint Cerf si è anche soffermato sul rapporto tra industria dei contenuti e Internet. Una tecnologia, quest’ultima, disruptive, che provoca tensioni a cui devono seguire assestamenti, che ha posto sfide nuove e innegabili, ma che può già dare ampie opportunità a chi produce contenuti di qualità. Enzo Mazza (Presidente, FIMI) e il cantautore Daniele Silvestri sono stati invece i protagonisti della sessione finale della mattina, dedicata alla musica, un’industria che sia dal lato dei producers, sia da quello degli artisti, si è radicalmente trasformata negli ultimi 10 anni. Il pomeriggio è stato aperto dal Sottosegretario Legnini, che oltre a soffermarsi sugli impegni e progetti che il Governo ha in cantiere per cercare di colmare il gap digitale che ancora caratterizza l’Italia, ha approfondito il tema del rapporto tra editoria, Internet e motori di ricerca.

Nel primo dei due panel pomeridiani, dedicato al mondo delle news, Mario Calabresi (Direttore, La Stampa), Daniele Manca (Vicedirettore, Il Corriere della Sera) e Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale, USPI) hanno discusso degli effetti della “disruption” portata da Internet all’informazione. A chiudere il panel è stato Jeff Jarvis, che ha dedicato il suo keynote a spiegare perchè la chiave per il futuro dell’editoria si deve fondare sul coraggio, l’innovazione e il rischio, mettendo al centro del business il giornalismo come servizio, dando ai lettori, che per la prima volta possono essere raggiunti (facilmente) in maniera individuale, contenuti di alto valore.

Jeff Jarvis conclude il secondo panel, “What’s News?”

L’ultimo panel ha visto quattro grandi manager “frontrunners” dell’industria dei contenuti raccontare le esperienze in chiave digitale maturate nei loro diversi settori. Anche qui, diversi i temi toccati da Laura Donnini (AD, RCS Libri), Claudio Giua (Direttore Innovazione e Sviluppo, Gruppo L’Espresso), Stefano Scauri (Vice President Digital Distribution, Warner Bros. Entertainment Italia) e Andrea Rosi (Presidente e AD, Sony Music Entertainment Italy), sebbene uno dei denominatori comuni evidenziato da tutti sia stato che il digitale esige (e allo stesso tempo rende possibile) mettere al centro dei business model e dell’innovazione il consumatore.

Un dibattito che Big Tent Roma ha soltanto aperto e che vogliamo continuare nei prossimi mesi!