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Blog di Google Italy

Project Loon: accesso a internet tramite palloni aerostatici



Internet è una delle tecnologie che hanno il maggior impatto sulla nostra vita, tuttavia, per due persone su tre nel mondo non è ancora disponibile una connessione internet veloce e economica. E questo problema è bel lontano dall’essere risolto.

Sono diversi i fattori che sulla superficie della terra costituiscono un ostacolo alla connessione internet: giungle, arcipelaghi, montagne. Per non parlare dei problemi di costi. Oggi, per esempio, nella maggior parte dei paesi dell’emisfero meridionale il costo di una connessione a internet è superiore a quanto una persona guadagni in un mese.

Risolvere questi problemi non è semplicemente una questione di tempo: è necessario analizzare il problema dell’accesso da un nuovo punto di vista. Per questo oggi presentiamo il più recente moonshot di Google[x]: l’accesso a internet tramite palloni aerostatici.

Pensiamo che sia effettivamente possibile costruire un anello di palloni che volano attorno al globo sfruttando i venti stratosferici e forniscono l’accesso a internet ai territori sottostanti. Siamo davvero solo agli inizi, ma abbiamo costruito un sistema che utilizza palloni sospinti dal vento a un’altitudine doppia rispetto a quella utilizzata dagli aerei commerciali, per fornire l’accesso internet a terra a una velocità simile a quella delle attuali reti 3G o ancora più veloce. Quindi speriamo che i palloni possano diventare un’opzione per connettere regioni rurali, aree remote o malservite e per contribuire a rendere possibili le comunicazioni in caso di disastri naturali. L’idea può sembrare un po’ folle — questa è una delle ragioni per cui abbiamo chiamato il progetto Loon [che in inglese significa ‘matto’] — ma le basi scientifiche sono solide.

I palloni, con la loro naturale eleganza, presentano alcune sfide. Molti progetti hanno preso in esame la possibilità di usare piattaforme ad alta quota per fornire accesso a internet in aree fisse del terreno, ma cercare di rimanere fermi in un posto richiede un sistema molto costoso e complesso. Per questa ragione, l’idea che abbiamo perseguito prevede di lasciare i palloni liberi di fluttuare nei venti. Tutto quello che dovevamo fare era capire come controllare il loro movimento in cielo. Ora abbiamo trovato un sistema per ottenere questo risultato, usando solo il vento e l’energia solare: possiamo muovere i palloni su e giù per prendere le correnti dei venti nelle quali vogliamo che viaggino. Questa soluzione ci ha portato a un nuovo problema: come gestire una flotta di palloni che navigano intorno al mondo in modo che ciascun pallone si trovi nella zona in cui vogliamo che sia al momento giusto. Stiamo risolvendo questo problema con alcuni algoritmi complessi e molta potenza di calcolo.

A questo punto abbiamo bisogno di un po’ di aiuto: questo esperimento richiederà ben più del nostro solo team. Questa settimana abbiamo avviato un progetto pilota nella regione di Canterbury in Nuova Zelanda con 50 ‘sperimentatori’ che proveranno a connettersi ai nostri palloni. Questa è la prima volta che abbiamo lanciato così tanti palloni (in effetti, 30 in questa settimana) e che cerchiamo di connettere così tanti ricevitori a terra; impareremo molto per migliorare la nostra tecnologia e il design dei nostri palloni.

In futuro vorremmo creare altri progetti pilota in paesi che si trovano alla stessa latitudine della Nuova Zelanda. Vogliamo anche trovare dei partner per la fase successiva del nostro progetto; non vediamo l’ora di ricevere riscontri e idee dalle persone che stanno lavorando da ben più tempo di noi sull’immenso problema di offrire l’accesso a internet nelle aree rurali e remote. Immaginiamo che un giorno potrete usare il vostro telefono cellulare con il vostro gestore per collegarvi ai palloni e avere la connessione nelle aree in cui oggi non c’è proprio.

Questa tecnologia è ancora a un livello altamente sperimentale e c’è ancora molta strada da fare. Contiamo sul vostro supporto mentre continuiamo a provare a volare! Per controllare i progressi di Project Loon, seguite la nostra pagina Google+.